2 giorni fa 1 settimana fa

nevver:

Your moment of Zen, Hengki Koentjoro

Che pace.

(Fonte: behance.net)

Cite Arrow via zuccaquasivuota
1 settimana fa

Estate 2014, sarai piovosa, ma con sti tramonti, sti cieli, ste nuvole, sta luce non mi fai rimpiangere nulla a Trieste, anzi…

- Cosa stai facendo?
- Sto scrivendo un sogno. 
- Che vuol dire? 
- Che ho fatto un sogno bello e sto cercando di riprodurlo nella realtà per averne gli stessi effetti. 
- Temo non funzioni così… E guarda qui, hai anche sbagliato  di scrivere l’accento!
- Nel sogno lo sbagliavo e quindi lo scrivo sbagliato anche adesso, se lo scrivo giusto non vale più.
- Mmm… 
-  Ecco, anche nel sogno pronunciavi uno scettico mmm, vedi che ho fatto bene a riscriverlo sbagliato?
- C’ero anch’io?
- Che sogno sarebbe stato senza di te?
- Ma questa è la realtà. 
- Allora il mio sogno si sta realizzando!
- O forse stai ancora sognando…
- In questo caso vorrà dire che domani mattina quando mi sveglierò scriverò tutto di nuovo. 
- E quando finirà questo circolo vizioso?
- Quando mi bacerai, è ovvio. 

- Cosa stai facendo?

- Sto scrivendo un sogno. 

- Che vuol dire? 

- Che ho fatto un sogno bello e sto cercando di riprodurlo nella realtà per averne gli stessi effetti. 

- Temo non funzioni così… E guarda qui, hai anche sbagliato  di scrivere l’accento!

- Nel sogno lo sbagliavo e quindi lo scrivo sbagliato anche adesso, se lo scrivo giusto non vale più.

- Mmm… 

-  Ecco, anche nel sogno pronunciavi uno scettico mmm, vedi che ho fatto bene a riscriverlo sbagliato?

- C’ero anch’io?

- Che sogno sarebbe stato senza di te?

- Ma questa è la realtà. 

- Allora il mio sogno si sta realizzando!

- O forse stai ancora sognando…

- In questo caso vorrà dire che domani mattina quando mi sveglierò scriverò tutto di nuovo. 

- E quando finirà questo circolo vizioso?

- Quando mi bacerai, è ovvio. 

Corri Giu corri…

Beati coloro a cui la corsa rilascia endorfine. A me stimola solo fame e peristalsi.

1 settimana fa
Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibile vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata in mezzo a tante parole anonime. Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille volte ogni giorno. Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere. Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile. Potrebbe morire per una carezza in meno. Cite Arrow S. Casciani - (via yourselftiltheend)
Cite Arrow via biancaneveccp

Ci hai regalato il carpe diem più bello, ci hai insegnato che vivere può essere un’avventura straordinaria, mostrato cosa può fare un padre per i propri figli, chi non l’ha mai studiato ha conosciuto il Vietnam tramite il tuo Goooood morning. Sei stato molto più di questo. Sei stato un gran bel pezzo di cinema. E non credo alla tua morte, figuriamoci ad un tuo suicidio. 

E’ stato un gran bel gioco, veramente. (cit.)

1 settimana fa

                                  In bilico, Grado Luglio 2014
Infradito, secchiello, molo e bambino. Bagnanti. Foto cliché che a noi cazzari della fotografia piace un casino. E il mare, calmo a sinistra incazzoso a destra. Perché la rappresentazione non visibile a tutti del dualismo di un animo insofferente ci deve rientrare più spesso che volentieri. Ah, e il filtro giallo, che fa subito malinconia e nostalgia canaglia.
Non importa che tu sia un hipster del cazzo o un fotografo di fama internazionale, fotografa e basta. Con la tua reflex, col tuo iphone, con la polaroid di nonno. Fotografa. L’emozione nel riguardare una foto difficilmente si affievolirà col tempo anzi, ne sentirai accrescere il valore dentro di te.
Scattate. E vaffanculo a chi vi dice “Ah, anche tu fai foto…” con faccia superiore e denigrante. Andatene orgogliosi e replicate piuttosto “Perché, tu no?” con altrettanta faccia di sufficienza. 

                                  In bilico, Grado Luglio 2014

Infradito, secchiello, molo e bambino. Bagnanti. Foto cliché che a noi cazzari della fotografia piace un casino. E il mare, calmo a sinistra incazzoso a destra. Perché la rappresentazione non visibile a tutti del dualismo di un animo insofferente ci deve rientrare più spesso che volentieri. Ah, e il filtro giallo, che fa subito malinconia e nostalgia canaglia.

Non importa che tu sia un hipster del cazzo o un fotografo di fama internazionale, fotografa e basta. Con la tua reflex, col tuo iphone, con la polaroid di nonno. Fotografa. L’emozione nel riguardare una foto difficilmente si affievolirà col tempo anzi, ne sentirai accrescere il valore dentro di te.

Scattate. E vaffanculo a chi vi dice “Ah, anche tu fai foto…” con faccia superiore e denigrante. Andatene orgogliosi e replicate piuttosto “Perché, tu no?” con altrettanta faccia di sufficienza. 

Enjoy your breakfast!

E comunque la colazione italiana è immotivatamente sopravvalutata.

2 settimane fa

Mordersi le labbra. Per non mordere quelle altrui.

Mordersi le labbra. E con le parole mordergli il cuore.

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